Messina – Al Vittorio Emanuele “Follia Orchestrale” di Tomáš Kubínek

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La dolce follia di questo “poeta visivo” saprà conquistare anche questa volta piccoli e grandi. Mercoledì 3 febbraio alle 21 – con repliche il 4, il 5 e il 6 febbraio alle 21, e il 7 febbraio alle 17,30 – il Teatro Vittorio Emanuele ospiterà la “Follia Orchestrale” di Tomáš Kubínek. Uno spettacolo brillante, buffo, poetico, dove teatro, musica dal vivo e umorismo si fondono in un connubio affascinante e travolgente.

Sul palco del Vittorio Emanuele, Kubínek tornerà a trasformarsi in mago, equilibrista, mimo e attore, ed entusiasmerà il pubblico con le sue irresistibili gag. Protagonista assieme al “lunatico certificato e maestro dell’impossibile”, così Kubínek definisce se stesso, l’Orchestra del Teatro Vittorio Emanuele diretta da Marco Alibrando. Lo spettacolo, infatti è concepito per permettere al Direttore e all’Orchestra di essere protagonisti e di coinvolgere il pubblico senza tuttavia stravolgere il proprio “ruolo” con forzature di recitazione o di interazione con il pubblico. Un perfetto mix di sketches e interazione tra Tomáš Kubinek, il Direttore e l’Orchestra, dunque, “Follia Orchestrale”, che ha riscosso uno straordinario successo già dal suo debutto in America. Il brio della commedia unito alle musiche di Rossini, Bach e Mozart divertirà tutti, musicisti compresi. Artista di fama internazionale, Tomáš Kubínek frequenta da anni i teatri di tutto il mondo affascinando il pubblico con spettacoli esilaranti, poetici, assurdamente buffi. Autore e regista, questo clown americano, originario della Repubblica Cèca, diventa, durante lo spettacolo, un autentico “poeta visivo”. Brillante erede della tradizione del vaudeville, mette in mostra il talento di un artista completo, che si è formato alla scuola del Physical Theatre con i maestri di questo genere Boleslav Polivka e Frank van Keeken.

La varietà estrema delle sue ispirazioni artistiche ha dato forma alla brillante ricchezza del suo show. Le sue scene sono recitate con una tale naturale nonchalance che il pubblico non vede l’ora di assistere alla scena successiva. Le gag si accavallano con una deliziosa frenesia che viene esaltata da una incredibile precisione gestuale. Il “Maestro” si rivela allora come il portatore di un umorismo completo e profondo, fatto di poesia e di umiltà

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