#TuttaRoma Diario di strada – Settecamini (IV Municipio)

 

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robertogiachetti.it

SETTECAMINI E L’AREA ARCHEOLOGICA “AD NONAS”

Interlocutori: Marta Di Berti e Laura Leonardi – Associazione Quattro Sassi

Il vero punto di partenza del nostro tour è stato Settecamini, uno dei quartieri fuori dal sacro GRA proprio a marcare la volontà di ribaltare le priorità della città e di provare ad ascoltare i tantissimi cittadini romani che vivono fuori da raccordo anulare. Il quartiere ospita la bellissima e, purtroppo, semisconosciuta area archeologica “ad nonas” che abbiamo visitato.

Un gruppo di appassionatissimi ricercatori archeologi ci ha illustrato i vari siti, i progetti di scavo in corso ed evidenziato una serie di zone da recuperare e valorizzare, tra cui un’area (parte della via trevi nel Lazio), al momento occupata abusivamente.

In questa tappa abbiamo conosciuto Salvatore d’Eri, presidente del consiglio d’Istituto scolastico Casal Bianco che ci ha esposto le criticità che quotidianamente devono affrontare gli alunni residenti nella zona.

 

FABBRICA “GENTILINI”

Interlocutori:
Paolo Gentilini, fabbrica Gentilini
Emiliano Sciascia, Presidente del IV Municipio

Abbiamo visitato un’azienda made in Italy situata nel cuore della Tiburtina Valley: la Gentilini, un’antichissima fabbrica dolciaria italiana. Il Presidente, Paolo Gentilini, ci ha raccontato un po’ della sua impresa. È presente in tutti gli Eataly, in Italia e anche all’estero e ha intenzione di aprire anche una nuova fabbrica nell’area industriale a Castel Madama.
All’interno dell’azienda, abbiamo visitato il museo storico “Sala Ettore”, inaugurato nel 2010. Durante il tour nel museo, ci hanno raccontato di aver fabbricato una scatola di biscotti per il Giubileo della Misericordia e gli abbiamo chiesto se ne avrebbero realizzata una per l’occasione delle Olimpiadi, nel caso queste si facessero.

 

VISITA AL TECNOPOLO TIBURTINO

Interlocutori:
Gianluca Sammaritano, Direttore
Erino Colombi, Presidente CNA
Furlani, azienda MBS
Stefano Flammini, a.d. Fg Tecnopolo Holding

Un’altra tappa molto interessante è stata la visita al Tecnopolo Tiburtino, una realtà in cui convergono più di ottanta imprese. L’obiettivo di questo centro di eccellenza è quello di aumentare il numero delle aziende al suo interno, implementando i servizi volti a sostenere l’operatività delle stesse imprese e promuovendone nello stesso tempo l’aggregazione, la creazione delle idee, così da stimolare l’interscambio di esperienze. Il direttore dell’istituto ci ha esposto i progetti e le idee che si possono ancora concretizzare per migliorare e accrescere il Tecnopolo.
Abbiamo ascoltato il professor Aldo Di Carlo, docente di optoelettronica e nanoelettronica a Tor Vergata che ha illustrato le ricerche in corso e infine abbiamo visitato il laboratorio di biochimica ingegneria applicata e innovativa.

 

MUSICA E INCONTRO

Infine, il nostro tour si è concluso con l’incontro pubblico “TuttaRoma:strada per strada, ascoltiamo la città”, ospitati dal “Musica Incontro”: un fiore all’occhiello del quartiere. È stata una bella e partecipata occasione di dialogo con la comunità. Abbiamo ascoltato le istanze dei cittadini e siamo entrati in contatto con le varie realtà che quotidianamente si impegnano per offrire un servizio, dare un sostegno, apportare migliorie alla città, per il bene comune.
Le priorità che sono emerse dagli interventi che abbiamo ascoltato sono:

  • il lavoro,
  • la viabilità,
  • il decentramento e
  • gli spazi di condivisione.

Il lavoro è stato un tema declinato nelle sue varie forme e categorie. Abbiamo ascoltato con attenzione la voce di quei lavoratori che svolgono, ad esempio, attività per le fasce più deboli della popolazione: i nostri bambini.
La seconda questione decisiva è quella della viabilità, un problema ancora insoluto, che genera isolamento, limita la vita delle persone e la possibilità di favorire contatti umani con importanti ricadute sulla qualità generale dell’esistenza.
È stata sollecitata la questione del decentramento, l’importanza di rafforzarne il modello, di fornire più risorse poiché i Municipi rappresentano l’interfaccia con la popolazione e un canale diretto con il Comune.
Infine, l’istanza di spazi di condivisione, che siano aree verdi o zone dismesse, tutti ugualmente determinanti. Incrementare processi di sviluppo sociale, culturale e urbanistico delle aree limitrofe. Impegnare i giovani in attività ricreative, per dare respiro agli anziani durante le loro giornate, per aiutare le famiglie dove queste non possono arrivare.

Questa è solo una prima fase di registrazione delle istanze e delle difficoltà. Ringraziamo tutti coloro che hanno fornito una suggestione, espresso una critica, presentato il loro lavoro, attività o anche solo un sogno per Roma. Il nostro tour di ascolto continua.

Di seguito abbiamo gli interventi.

  1. Giancarlo Gardini, Presidente Ass. Culturale Torraccia (http://www.actorraccia.com)
    L’associazione culturale Torraccia è attiva e opera dal 1995 tra San Basilio, Casal Monastero e Torraccia stessa con l’obiettivo di realizzare sul territorio un luogo di incontro per la popolazione, dove dar vita ad una serie di attività culturali e ricreative, in modo da stimolare forme di aggregazione e socialità tra gli abitanti. La viabilità rappresenta uno dei problemi più sentiti dagli abitanti del quadrante periferico tra San Basilio, Casal Monastero e Torraccia. La questione dei trasporti si configura come il nodo fondamentale da sciogliere per semplificare e migliorare la qualità della vita dei cittadini che gravitano intorno all’area appena citata.
  2. Gervasio Capogrossi, segretario Camera del Lavoro CGIL Roma Est
    Ci troviamo in una fase molto complicata per Roma, si rende necessario recuperare e sanare quel processo di scollamento tra i cittadini e la politica che, soprattutto negli ultimi anni, si è verificato con maggiore intensità. C’è la necessità di ristabilire la fiducia, di instaurare nuove forme di dialogo con le istituzioni, a partire da tre macro temi: lavoro, periferie e decentramento. L’auspicio è che questi punti rientrino nel programma elettorale del candidato. Su quest’ultimo aspetto, il decentramento, spesso ci si è trovati in perfetta solitudine proprio con le istituzioni di prossimità che, rispetto ai problemi posti, non sono state in grado di offrire soluzioni – per cause di tipo strutturali – su alcune questioni. In mancanza di ciò sono state prese decisioni calate dall’alto, senza che si riuscisse ad affrontare concretamente le criticità: aziende in crisi, vertenze, questioni sociali che riguardano gli anziani, persone con disabilità, integrazione, viabilità. Roma può riprendere il suo corso se si comprende che il futuro sta proprio in quella parte più importante della città: le periferie, dove si concentrano energie, risorse umane, imprese; senza contrasto con la parte istituzionale. Roma esiste se diamo una visione di futuro partendo da dove le forze ci sono, per questo è importante dare voce e spazio per farle emergere.
  3. Stefania Broccatelli, cooperativa La Cacciarella
    La Cacciarella è una cooperativa sociale. L’inchiesta “Mafia Capitale” ha coinvolto e messo in difficoltà proprio le cooperative, anche le più strutturate e note. È determinante porre l’attenzione sulla questione lavoro. La Cacciarella ha una storia ventennale e opera nel territorio di Casal Bruciato, fondata da persone disoccupate che negli anni hanno costruito un proprio percorso professionale, dando una risposta a varie categorie di persone che popolano l’area interessata; soprattutto a coloro che si trovano nelle condizioni più disagiate. Adesso, dopo il ciclone “Mafia Capitale”, la cooperativa, come altre, – innocenti ed estranee ai fatti, si trova in grave affanno sul piano lavorativo. Quelle coinvolte, anche se commissariate, continuano le loro attività, nonostante tutto. La Cacciarella, inoltre, è stata promotrice della battaglia per il Parco Archeologico Tiburtino di cui – al momento – è stata realizzata un piccola parte. La manutenzione continua da parte della cooperativa a titolo volontario, o grazie al soccorso di alcuni cittadini che spontaneamente si sono presi l’impegno. Ad ogni modo questo non può essere l’approccio giusto per avere e fornire un servizio alla comunità. Il progetto del Parco ha una potenzialità reale sul piano storico e culturale, con importanti ricadute anche sul piano sociale e ambientale.
  4. Cristina Pizzi, vice presidente Comitato di Quartiere Casal Monastero
    Noi viviamo in un quartiere che è a ridosso esterno del raccordo anulare e ci troviamo quotidianamente a fare i conti con la scarsa qualità della viabilità, che coinvolge il nostro vivere: il tempo con la famiglia, ad esempio. Il progetto della metropolitana è una priorità per la nostra zona. Com’è noto c’è una gara di appalto assegnata ma i lavori non partono per una serie di procedure non bene congeniate nel project financing. L’istanza è di sbloccare fondi pubblici stanziati e disponibili, con i quali si potrebbero iniziare i lavori; sciogliere e superare le problematiche di finanziamento. Cercando una soluzione anche a livello governativo. Chiediamo che l’avvio delle procedure burocratiche e amministrative, innanzitutto. L’hashtag TUTTAROMA è tanto più apprezzabile poiché la mobilità è una questione che concerne tutta la città. La Tiburtina è costantemente intasata e supera spesso i livelli di emissioni consentite. Questa è l’occasione per passare ai fatti. Noi abbiamo un’idea della capitale nella quale potersi muovere a piedi, con i mezzi pubblici e raggiungere qualsiasi punto di Roma in tempi ragionevoli. Nel nostro caso specifico, c’è una difficoltà ulteriore rappresentata dall’isolamento del quartiere. Ad esempio, non è possibile raggiungere Torraccia, con il quale confiniamo, senza dovere necessariamente ricorrere ad un mezzo per via del grande raccordo anulare. Il ponte che sta sul raccordo è il lembo finale della Palombarese, ed è assolutamente invalicabile a piedi. Abbiamo bisogno di dare priorità alla mobilità, alla realizzazione di strade pedonabili e piste ciclabili.
  5. Luigi Sardi, cittadino Casal dei Pazzi
    Il nostro quartiere soffre un deficit di spazi fisici per svolgere attività sociali, culturali, ricreative per diverse fasce di età. In realtà una struttura è stata individuata, si tratta di Villa Farinacci, in stato di degrado e conseguente richiesta di ingente spesa pubblica. Con premesse risalenti al 1995 tra Comune, Ministero dell’Ambiente e Beni Culturali, riguardanti la Villa fu steso nel 2002 un protocollo d’intesa tra Walter Veltroni, allora sindaco, Matteoli e Urbani, per farla diventare una biblioteca e una struttura per l’ambiente. L’area versava in condizioni di degrado evidenti, poi ristrutturata per quattro anni con spesa imponente. Poco prima della sua elezione, Marino promise di riaprirla. Nei fatti per la cittadinanza non è avvenuto nulla. Recentemente il Comune ha messo a bilancio i costi per rilevare l’intera struttura e ieri ci sarebbe dovuto essere un incontro tra Dipartimento Patrimonio e Ministero dell’Ambiente per il passaggio di Villa Farinacci al Comune per uso sociale.
  6. Francesco Saporito, “progetto Pietralata, un’altra idea di città”
    Rappresentiamo 11 Comitati e Associazioni attivi sul territorio da più di 20 anni, prima della decisione di attuare, in particolare nel quartiere di Pietralata, il Progetto SDO (Sistema Direzionale Orientale). In questi anni abbiamo seguito tutti gli iter amministrativi con le varie giunte che nel frattempo si sono succedute. Abbiamo avanzato alcune proposte che in modo particolare si sono concretizzate nell’ultima amministrazione Marino, quando abbiamo partecipato fattivamente alle conferenze urbanistiche promosse dall’ex assessore Caudo. Noi siamo convinti che Pietralata possa diventare un grande e sfidante laboratorio in cui sperimentare una nuova idea di città, se solo le amministrazioni lo volessero. Lo stesso nome Pietralata deriva dal latini prata lata (grandi prati) per l’estensione di aree verdi che questa possiede, nonostante fenomeni di cementificazione selvaggia dell’ultimo decennio. Il Progetto SDO, se ben orientato, può qualificare questo territorio. Durante la conferenza urbanistica del nostro municipio abbiamo presentato schede progetto che sono ancora rimaste sulla carta. Tra questi abbiamo avanzato: _ una richiesta per l’utilizzo pubblico delle caserme in dismissione nel IV Municipio, la Caserma Gandin (25,4 ettari in posizione strategica a ridosso della via Tiburtina) e Caserma Ruffo (18, 2 ettari). La cui finalità potrebbe essere quella di riconvertirle in alloggi popolari, aree sportive, circoli per anziani, poli museali, centri aggregativi funzionali. _ una proposta di revisionare il Progetto F555 (localizzato in adiacenza all’ospedale Sandro Pertini), che senza la dovuta informativa ai residenti e attraverso un’operazione amministrativa scorretta, prevede la costruzione di 555 nuovi alloggi, stravolgendo il piano particolareggiato di Pietralata condiviso dopo 12 anni tra Amministrazioni e cittadini. _ progetti per lo sviluppo di piste e percorsi ciclabili.
  7. Erino Colombi, presidente CNA e Tecnopolo
    Quello che ho sentito stasera è un racconto di come si vive e si vede un pezzo di storia e di città. Quando sento parlare di periferie, quello è il centro del mio – del nostro – mondo. La sfida di Giachetti è grande e la nostra voglia di parlare qui da la misura del fatto che da molto tempo non abbiamo più modo di progettare come vogliamo vivere, di esprimere qual è la nostra idea di città. Dobbiamo supportare l’idea di chi ci mette l’impegno e il coraggio di fare. Sono un piccolo imprenditore, la piccola imprenditoria fa parte del tessuto e della storia del territorio. Anche le piccole imprese hanno difficoltà di raccontare le nostre realtà, nonostante il contributo all’occupazione e alla ricchezza delle città. Sono problemi simili a quelli di tutti i cittadini. Inoltre, sono presidente del Polo Tecnologico, un centro in cui lavorano ricercatori, imprenditori che stanno studiando molecole, pannelli solari: idee che sembra impossibili ma invece sono realizzabili. La città ha forze intelligenze e capacità per rinascere.
  8. Laura Leonardi, Ass. culturale Quattro Sassi
    L’associazione culturale Quattro Sassi si occupa della tutela e valorizzazione di beni archeologici e storico artistici delle periferie. Oggi abbiamo mostrato al candidato un sito nella zona di Settecamini, zona molto viva e ricca di realtà come la nostra. La difficoltà per noi operatori del settore è portare avanti progetti, poiché manca la messa in sicurezza completa dell’area. Ci auguriamo che la situazione venga attenzionata dalla prossima amministrazione per permettere ai cittadini di conoscere e fruire aree di interesse culturale, decentrate ma di alto valore, che si trovano proprio in prossima alle loro abitazioni.
  9. Roberto Betti, Unione Sindacale di Base
    Sono qui per portare le istanze e difendere i diritti dei dipendenti capitolini, estranei all’inchiesta di “Mafia Capitale” e a qualsiasi forma di malaffare. Tutte le amministrazioni pubbliche sono strette da vincoli dell’Europa, del Governo nazionale e sottoposte alla sottrazione di risorse e contemporaneo incremento di servizi che devono offrire. Come USB noi crediamo che ci sia uno spazio di manovra che possa essere utilmente occupato in una nuova alleanza tra i cittadini che usufruiscono dei servizi e i lavoratori che li erogano. Uno spazio per rilanciare l’offerta pubblica degli asili nido, per valorizzare attività di natura formativa, sociale e culturale del trasporto e raccolta rifiuti, eliminare la precarietà. Il punto di svolta risiede nei servizi per la prima infanzia, per le persone bisognose. In città si stanno progressivamente privatizzando servizi al fine di renderli più efficienti, in realtà c’è un peggioramento della qualità: dipendenti meno pagati, malcontento dei cittadini e un incremento delle pratiche clientelari, a mio avviso.
  10. Sebastiano Secci, Circolo Cultura Omosessuale Mario Mieli
    Svolgiamo attività di informazione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Per le associazioni LGBT, in generale, è un momento molto importante, siamo ad una fase storica: per la prima volta nel nostro Paese si sta discutendo dei diritti e dei doveri dei cittadini omosessuali. Noi come associazioni siamo spesso severi con la politica ma sappiamo riconoscere anche le buone pratiche. In questo momento delicato alcuni esponenti del governo hanno favorito un dialogo e un confronto costante con le associazioni LGBT per recepire dubbi e critiche al disegno di legge, spiegando a loro volta i nodi politici difficili che ostacolano i passaggi di un processo importante. Auspichiamo che il PD mantenga le sue promesse. Qui è stato fatto con il registro delle unioni civili. Auspichiamo che anche il candidato conservi la sensibilità che il Pd ha riservato alle comunità LGBT.
  11. Gianluca Covino, coordinatore Elprom
    Rappresento un network di professionisti, con competenze diverse, che hanno messo insieme il proprio know-how per sviluppare un’idea progettuale per quelle aziende che sono state colpite dalla crisi. La proposta è stata presentata al Municipio IV anche come progetto pilota esportabile anche in altre realtà municipali. È stato aperto uno sportello, in accordo con il consiglio municipale, nel quale accogliere le imprese e accompagnarle nella realizzazione di un risanamento a più livelli delle difficoltà che devono fronteggiare. Cerchiamo con loro soluzioni diverse in base alle esigenze, al fine di portarle ad un recupero globale.
  12. Nicola Brunetti, cittadino
    Il primo suggerimento che propongo è di recuperare un vecchio progetto già in essere di potere collegare il parco Aguzzano, Aniene e Petroselli, attraverso una pista ciclabile, in modo da renderli fruibili ai cittadini. Il secondo suggerimento è quello di mantenere il regolamento per gli orti urbani, una delle realtà del IV Municipio, un settore ancora in fase di sviluppo con alcune criticità, ma con forti ricadute sul piano sociale ambientale e sostenibile. In ultimo, nel Parco di Aguzzano, c’è la Biblioteca Giovenale per la quale chiedo un impegno al fine di trovare una soluzione poiché al momento stanno lavorando senza copertura finanziaria. È dotata di servizi multimediali ed è una risorsa per i giovani e cittadini della zona. Al momento c’è un bando ma non sono state comprese le linee guida, si chiede di seguire l’iter e portarla a soluzione.
  13. Rosa Maria Lauricella, dirigente scolastico
    Vorrei portare qui le istanze di tutte le realtà scolastiche della Capitale. Nella scuola si racchiudono tutte le esperienze, i racconti degli interventi ascoltati questa sera. Chiedo che la scuola sia una delle priorità dell’agenda governativa di Roma, di ascoltarla perché arriva al cittadino, arriva alle famiglie. Tutti coloro che ruotano attorno alla scuola sono forze che lavorano nel silenzio, socialmente, svolgono un sussidio alla conoscenza, alle relazione e ai processi di inclusione.
  14. Susanna Guidarelli, presidente ass. Sport In Quarta
    L’associazione include diverse realtà sportive del territorio. Lo sport ha sempre rappresentato un ruolo importante per questo territorio. La sinergia tra l’associazionismo sportivo e gli istituti scolastici in questi anni si è rafforzata, noi svolgiamo attività di supporto alle scuole dove queste non riescono ad arrivare. L’associazionismo sportivo ha risentito fortemente delle difficoltà dell’amministrazione capitolina per questo abbiamo deciso di mettere insieme le forze e costituirci in una forma più allargata, al fine di e un dialogo con le istituzioni per potere arrivare ad un discorso più organico. Quindi chiediamo di attenzionare il nostro settore e vi invitiamo a vederle da vicino per capire come si è lavorato e potere costruire insieme all’amministrazione un percorso nuovo.
  15. Loredana Mezzabotta, cittadina
    La raccomandazione che vorrei fare al candidato è di ristabilire un rapporto con la cittadinanza. Un rapporto che non può essere diretto con il Campidoglio, per ragioni oggettive, ma che venga mediato dai Municipi. Io credo che i nostri Municipi abbiano lavorato con dignità. Torniamo ad un modello di decentramento che dia le possibilità e le risorse ai municipi per interagire in maniera efficiente con la cittadinanza, di essere l’interfaccia con la popolazione e collegamento con il Comune. Fare ripartire la città dalle periferie è importante, non perché siamo “brutti, sporchi e cattivi” ma perché la maggior parte dei romani vivono nelle aree più marginali della città. Siamo numericamente maggioranza e abbiamo il diritto di alzare la voce.
  16. Giacomo Triglia, cittadino/studente
    Il parco di Aguzzano è un sistema grande e complesso, con all’interno Villa Farinacci, la biblioteca Giovenale, di cui sono già state segnalate le criticità. Contiene, inoltre, spazi importanti che potrebbero avere una destinazione sociale. Il parco poi circonda il Carcere di Rebibbia. A mio avviso c’è una situazione di scollamento tra la presenza del carcere, che non si può ignorare e la popolazione della zona. Le due presenze potrebbero trovare un punto d’incontro proprio nel Parco, per cui proporrei l’inclusione dei carcerati nelle attività socialmente utili, di pulizia e manutenzione di questa area verde.
  17. Michele Samoggia, Unindustria Tiburtina
    La Tiburtina è forse l’unico grande polo industriale di Roma: 5000 aziende con 30.00 addetti. Sino a questo momento, nessuna amministrazione ha prestato attenzione alle zone periferiche in cui sorgono imprese e aree industriali, normalmente circondate da degrado e immondizia. Aree poco attrattive per potenziali clienti o investitori. Invitiamo a considerare le aziende come importanti interlocutori e partner per l’amministrazione per sviluppare progetti sul territorio.
  18. Gabriella Rossi, precariato asili
    Il mondo del precariato comprende una schiera di quasi 5000 persone, che rappresentano una delle colonne portanti del Comune poiché, grazie al nostro lavoro, ogni giorno vanno avanti i nidi e le scuole d’infanzia. Noi veniamo da un presidio a Montecitorio e siamo venuti qui per portare le nostre storie. Rischiamo – già da luglio – di non poter più lavorare perché nel mese di agosto la Corte Europea ha sanzionato il Comune di Roma che, una volta superati i 36 mesi lavorativi, non poteva stipulare più contratti. Dopo presidi abbiamo ottenuto al proroga di un anno ma viviamo con la pressione della scadenza dei termini. Volevo raccontare che il nostro lavoro è destinato alle fasce più delicate delle popolazione: bambini dai 0-3 e 3-6. Il nostro lavoro completa quella catena che permette a mamme e famiglie di lavorare. È un lavoro che, a mio avviso, deve perseguire le vie del pubblico e non del privato.
  19. Andrea Madonna, cittadino
    Oggi ho ascoltato problemi, difficoltà, ma anche tante energie e forze disponibili che meritano di essere valorizzate. Cerchiamo di dare alle periferie luoghi e spazi che possano connotarle, per evitare l’isolamento, il degrado, la delinquenza. È bello vedere che c’è tanta società civile in grado di farsi parte attiva nel tessuto della comunità.

Questa è la sintesi degli incontri che ho avuto nel IV Municipio.
Se vuoi partecipare anche tu, sostenermi, collaborare o dare suggerimenti, scrivi a
giachettiroma@gmail.com

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