AMIANTO IN SICILIA. OK A INCENTIVI COI FONDI EUROPEI PER LO SMALTIMENTO ANCHE PER PRIVATI

 

Dopo l’interrogazione dell’eurodeputato Ignazio Corrao e gli emendamenti dei colleghi M5S, arriva l’ok da Bruxelles. “Speriamo che Crocetta e soci, non si lascino sfuggire anche questa occasione, come nel caso dei 100 milioni di euro di PSR in disimpegno il 31 dicembre”

La Regione siciliana, gli Enti locali e i privati potranno approfittare della nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 per smaltire l’amianto e ristrutturare il patrimonio edilizio. Tutti gli Enti locali e regionali devono attivarsi per sfruttare questa possibilità che finora era stata esplorata solo in minima parte. Il disco verde è arrivato dalla Commissione europea che, in risposta a una interrogazione presentata dal portavoce Ignazio Corrao, ha aperto all’uso dei Fondi strutturali e d’investimento europei, in gestione concorrente, per sostenere la rimozione di amianto dagli edifici, “purché – dice la Commissaria Cretu – sussistano evidenti legami con le priorità di investimento elencate nei programmi nazionali o regionali”.

 

“Si dia il caso – fa notare Corrao – che nel nuovo Programma Operativo FESR 2014 2020 la Sicilia ha individuato due azioni, una per la bonifica di siti e strutture contenenti amianto e l’altra per l’adeguamento di 10 discariche pubbliche affinché possano smaltire l’amianto”. Per poter utilizzare le somme, però, i Comuni devono redigere il Piano per l’amianto. Nonostante sia stato concesso all’Italia di prevedere la rimozione dell’amianto tramite bandi appositi nei diversi Programmi Operativi a valere sul FESR, sono ancora pochissimi i Comuni in cui la mappatura degli edifici con amianto è stata completata.

“Dal settembre 2014 – sottolinea l’europarlamentare Corrao – stiamo portando avanti delle attività concrete per sostenere l’operato dell’ufficio regionale amianto, avendo come priorità la realizzazione del censimento e della mappatura dell’ amianto in Sicilia e l’aggiornamento del piano regionale amianto, due passi necessari per poter avviare un piano di bonifiche basato sui livelli di pericolosità delle varie situazioni esistenti. Abbiamo incontrato diverse volte gli uffici competenti, abbiamo inviato delle nostre proposte e dei solleciti al Governo regionale, uno nel febbraio 2015 ed uno successivo nel luglio 2015 dove oltre a diffidare l’amministrazione dal compiere tutti gli atti necessari entro breve tempo, abbiamo anche inoltrato copia della risposta della commissione europea che segnalava la possibilità di utilizzare i fondi del prossimo programma operativo regionale per incentivare lo smaltimento di amianto anche da parte dei singoli cittadini. Infatti il problema del reperimento delle risorse per lo smaltimento è centrale dato che i cittadini purtroppo preferiscono smaltirlo illecitamente piuttosto che denunciare la presenza di amianto. Cerchiamo quotidianamente di mettere a segno attività che possano avere riscontri concreti per i cittadini ma ci troviamo, come al solito, contro il muro di una Regione siciliana a questo punto volutamente sorda e refrattaria a qualsiasi soluzione di buon senso ed a costo zero per le già sgangherate casse regionali. Speriamo – conclude Corrao – che il buon Crocetta e la sua squadra sempre fresca di assessori non si lascino sfuggire questa ennesima possibilità di programmazione e non la si lasci cadere nel nulla come nel caso dei 100 milioni di euro di PSR dei nostri agricoltori in disimpegno automatico il 31 dicembre”.

La questione vede inoltre l’investimento ufficiale dell’intero Parlamento europeo grazie a due emendamenti presentati dai portavoce del Movimento 5 Stelle – Laura Agea, Tiziana Beghin, Rosa D’Amato e Piernicola Pedicini che si riferiscono al finanziamento del piano d’azione nazionale ed al risarcimento dei lavoratori vittime dell’esposizione all’amianto.

 

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