Viaggio nella biblioteca anarchica di Tipoldo: è la più grande del Sud

MESSINA – In un villaggio nella zona Sud di Messina che a Natale sembra un presepe è conservato ancora un piccolo tesoro: una biblioteca anarchica con migliaia di volumi e un’emeroteca con riviste anche molto rare. È l’unica di questo tipo nel Meridione e si trova a Tipoldo, a pochi chilometri dal centro della città peloritana, dove un tempo era ubicata insieme al circolo anarchico. Uno dei fondatori, Carmelo Ferrara sottolinea:

corriere del mezzogiorno

La biblioteca è a Tipoldo dal 1995, ma è stata costituita a Messina nel 1989 da un gruppo di ricercatori, studenti, e anziani ed è dedicata Pietro Gori, un anarchico italiano messinese conosciuto in ambito internazionale. È una biblioteca specializzata in studi politici e storici, tuttavia ci sono testi di sociologia, filosofia, antropologia, storia, religione e sulla città di Messina e la Sicilia. Inizialmente era attiva anche la sede del circolo anarchico, ma poi è stato sciolto ed è rimasta la biblioteca come centro di iniziative culturali, storiche e politiche. All’interno ci sono libri e riviste di ogni tipo, anche di Destra e Sinistra, e raccolte rare di periodici anarchici del dopoguerra, giornali italiani che riguardano la liberazione di Roma nel ‘44, che magari in altre biblioteche difficilmente si trovano”.

“La biblioteca – prosegue Ferrara – è aperta solitamente una volta alla settimana, altrimenti in altre occasioni su richiesta. Diversi studenti con questi testi hanno pure realizzato delle interessanti tesi di laurea: ne ricordo una sull’emigrazione a Messina negli anni ‘50-’60, una sull’epurazione fascista del dopoguerra e uno studente d’Ingegneria ha trovato materiale utile per la ricostruzione della vecchia chiesa del paese. La biblioteca è gestita dalla nostra associazione, che fornisce supporto a chiunque voglia consultare dei libri.

Abbiamo scelto di tenerla a Tipoldo, perché è una delle periferie di Messina, e questi villaggi sono emarginati soprattutto dal punto di vista culturale, così abbiamo voluto favorire la lettura anche nei posti dove è meno diffusa. Durante gli anni, abbiamo organizzato anche attività ed eventi per valorizzare e riqualificare il villaggio, e riscoprire l’identità culturale delle periferie di Messina”. “

Ora – continua – stiamo portando avanti con la Soprintendenza un progetto per catalogare le opere della Biblioteca ed informatizzarne la consultazione, rendendo tutto più immediato e semplice”. Ripensando con nostalgia a quando fu fondata la biblioteca Ferrara commenta: “Noi, i fondatori, eravamo quasi tutti del movimento anarchico, condividevamo idee e passioni. poi c’erano altri che non hanno mai aderito, erano solo liberi pensatori con i quali andavamo d’accordo e facevamo piacevoli discussioni». D’altronde libertà e anarchia spesso hanno viaggiato insieme, come cantava Fabrizio De Andrè: “Adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà, signorina anarchia, così preziosa come il vino e così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza”.

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