Il ministro Giannini assente a Catania

Il ministro per l’Istruzione Stefania Giannini diserterà la festa dell’Unita a Catania.

La notizia sembra ormai certificare l’assenza della titolare del Miur attesa protagonista del dibattito sulle riforme attuate dal governo Renzi in tema di scuola, università e ricerca in una regione che è tra quelle che paga il prezzo più alto della riforma della legge 107, la cosiddetta #BuonaScuola. La mancata presenza della Giannini a Catania non farà altro che accendere ancor di più gli animi dei docenti “esodati” interessati dalla mobilitazione straordinaria del Miur che si sono già organizzati con presidi e cortei pronti a fare sentire la propria voce sul palco della villa Bellini.

La protesta ci sarà, a fronteggiarla dovrà essere il sottosegretario siciliano Davide Faraone e il responsabile scuola del Pd, Francesca Puglisi, entrambi ospiti della Festa nazionale del Pd. Ufficialmente il ministro sarà ad Amatrice e Arquata per stare vicino alle popolazioni terremotate, ieri era a Rieti, dove ha incontrato prima il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, e poi i dirigenti scolastici delle quattro regioni, Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria. Scopo degli incontri proprio quello di assicurare alle famiglie e agli insegnanti un avvio il più possibile regolare delle lezioni. Il disagio creato a migliaia di lavoratori che hanno dovuto lasciare la propria regione, con retribuzioni bassissime, è stato ignorato dal Governo nonostante che in molti casi era possibile trovare soluzioni che nel rispetto delle regole evitassero esodi di docenti. Se si sommano la gestione disastrosa della mobilità, le vicende del concorso, le violazioni dei diritti costituzionali della chiamata diretta, la riduzione degli organici e la condizione difficile del personale Ata il nuovo anno scolastico, nei fatti, inizia nel peggiore dei modi.

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