Questioni di clan e mafia senza ipotesi!

Non riusciamo a capire il perchè nell’ultimo mese si stiano mettendo a ” lustro ” quasi rinfrescando, come si fa con un dipinto, le attività criminose da Catania a Ragusa in particolar modo della provincia di Siracusa, dimenticando – forse volutamente – non solo un secolo di criminalità di tutta la Sicilia, ma quelle attività che per lungo hanno coinvolto l’Italia dal Nord al Centro e che  hanno portato a scrivere il più grande capitolo della storia italiana fino a Mafia Capitale!

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fonte L’Espresso

Gli interrogativi chem negli ultimi giorni ci hanno reso perplessi, riguardano notizie che sono circolate sui social a riguardo di alcuni capi clan del siracusano che vengono accusati di mafia ma nello stesso tempo vengono scarcerati o messi ai domiciliari, alle prove che incriminano costoro che a quanto pare provengono per di più da pentiti  e da minacce o presunte che gli stessi avrebbero fatto tramite facebook ad un giornalista.

Qui le cose non ci convincono:

  1. o si è mafiosi e si resta in carcere
  2. o si è presunti appartenenti a qualche clan e allora le indagini devono fare il loro corso allo stesso modo con cui avviene con gli esponenti politici

Ma ancora le cose non ci convincono:

  1. o si è mafiosi e in tal caso non penso che cadano facilmente nel minacciare via social
  2. o non si è appartenenti a clan e si passa il tempo sui social

Insomma le cose non ci sembrano chiare per tanti motivi, magari non tutta la notizia può essere scritta.

Ma allora cos’è tutto questo Giornalismo d’inchiesta e qual’è il confine tra Giornalismo e Politica?

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Quanti giornalisti ogni giorno seguono diversi casi lontani dalle scrivanie e malpagati e quante testate giornalistiche che giornalmente si impegnano,vengono citate nelle interpellanze delle Commissioni del Senato?

Insomma,a volte, prima di giudicare e meglio aspettare che la magistratura e gli inquirenti finiscano il proprio lavoro e nel contempo,  come, ad esempio, un buon padre di famiglia ascolta i entrambi i figli dopo un litigio, nel buon giornalismo meglio ascoltare entrambe le parti e non dimenticare che tutto, alla fine, è voluto.

Ecco perché è impossibile che al Sud la popolazione accetti di combattere la criminalità senza avere almeno la speranza che tale lotta porti a una vera trasformazione del sistema politico-istituzionale e sociale. Al Nord, quando si combatte la criminalità, spesso non si mette in discussione il valore del sistema; al Sud invece le due cose sono strettamente legate. Per poter veramente coinvolgere l’intera nazione occorre che l’alternativa sia ben chiara e visibile, quasi, come si suol dire,  a portata di mano.

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