Avola:Informazione e controinformazione,la Mafia e lo Stato!

Ancora una volta,Avola è sotto i riflettori di chi:da una parte informa e tende a risvegliare le coscienze dei ” comuni ” cittadini che vorrebbero capire meglio,e dall’altra,da istituzioni che pur di informare coinvolgono giovani – studenti soprattutto – che seppur avendo cultura e logica dalla loro,non hanno nè ricordi,nè conoscenza della legislazione italiana.

Ad accendere i riflettori è ancora una volta il giornalista Paolo Borrometi –  giornalista della testata giornalistica La Spia -,che in una conferenza all’Istituto Superiore ” E. Majorana ” di Avola,innanzi a molti studenti ha voluto parlare e spiegare che la mafia ad Avola c’è ed esiste (queste le sue dichiarazioni) e che devono cacciarla perchè sta rovinando la nostra meravigliosa terra (ndr).

Ecco un estratto dell’articolo:

A questo punto,pensiamo sia logico ma anche un dovere,parlare di mafia per rendere l’informazione di queste ultime ore ancora più interessante, ma anche per approfondire l’argomento.

Per fare ciò,vogliamo partire da persone che in questa conferenza – secondo il nostro parere – dovevano esserci ma non c’erano,nomi e cognomi assenti come sempre perchè preferiscono fatti alle parole:LE AGENDE ROSSE!

Le immagini sopra ricostruiscono la fine e la nascita della nuova mafia,di quella mafia che si muove nell’occulto tra i grandi poteri dei ” White Collar ” e delle ” Broken Windows “,tra MAFIA e STATO,tra le ultime vicende dell’immigrazione nel confusionario panorama bellico – politico – mafioso,o forse più semplicemente così come dichiarato più volte dal magistrato Paolo Borsellino,morto,massacrato,spappolato in aria insieme alla sua scorta,quel 19 luglio 1992,insieme ad una agenda rossa che il magistrato (come vedete dalle foto) teneva sempre con se,e che quel giorno un uomo davanti gli occhi di tanti agenti delle forze dell’ordine porta via indisturbato!

Le agende rosse di Avola dovevano esserci alla conferenza,perchè la Mafia è qualcosa di più di nomi e cognomi,è qualcosa di più, che non termina – anzi – non può ridursi a due,tre o quattro cognomi,fra l’altro già accertati e condannati, perchè i capi clan della storia di Borrometi stanno scontando la loro pena..

Ma allora ci chiediamo visto l’articolo del Borrometi:perchè si parla di mafia e di ordini che escono dal carcere? Esplicitamente l’autore dell’articolo sta dichiarando,forse, che le strutture italiane non sono adeguate o forse che lo Stato in quanto istituzione che ha in carico i capi clan di tutta Italia è complice?

Sarebbe un’utopia pensare a ciò,sarebbe un’offesa nei confronti delle vittime di mafia e delle forze dell’ordine,sarebbe come dichiarare che non è vero che la politica non è corrotta e che non è vero che molti politici noti sono stati arrestati e condannati in tutta Italia,in Sicilia ad esempio Totò Cuffaro che ha scontato la sua pena e ha scritto il suo primo libro,presentandolo proprio di fronte all’aula dei deputati di Montecitorio..

Ma a tutto ciò,si preferisce fare una conferenza parlando e scrivendo nomi di persone che a tutt’oggi non risultano iscritte nel registro degli indagati come:Cristian e Desirè Crapula,Ciccio Giamblanco e senza approfondire le argomentazioni di Paolo Zuppardo,anche quest’ultimo citato nell’articolo,cosa che ci rende perplessi,infatti i post di P.Z. e prelevati dal suo profilo facebook e non contestualizzati e che sembrano indicare:(questa la nostra ipotesi) un illecito comune al sud Italia:rapporti tra riciclo di differenziata da parte di un Ente erogatore ( Comune) – Dittà appaltatrice – Funzionari.

Le parole sono tante, ma di fatti se ne vedono veramente pochi. Si fanno convegni, disquisizioni, riunioni, osservatori e si nominano addirittura eccellenti consulenti, ma tutto rimane come prima.

A questo punto ci sembra opportuno aggiungere qualche nota,in riferimento ad alcuni articoli scritti dalla nostra redazione e che descrivono più chiaramente altre sfaccettature,in cui i su citati ” clan ” potevano manovrare un giro molto più ampio di affari – classico della Sicilia – ma guarda caso non lo hanno fatto:” appalti cimiteriali “,classico no?

APPROFONDIMENTI: 1   2   3

Se la mafia descritta tra storie fra clan è così forte e radicata,perchè partendo dai post pubblicati sui social le indagini degli inquirenti e di chi fa inchiesta non seguono altre vie e non vengono approfonditi?

Perchè mirare ad un rapporto tra padri e figli,dove oggi in tutto il mondo,ci sono genitori che compiono atti ingiustificabili e figli che devono pagare al loro posto?

Dove inizia e dove finisce il confine tra lecito e illecito?

Oggi,forse,la verità non salterà fuori,perchè la libertà è un prezzo troppo alto da pagare,essere liberi – infatti – per qualcuno vorrebbe dire liberarsi dai legami e dai cognomi ma il nostro articolo non vuole essere una difesa per nessuno,tranne:

” una difesa dell’informazione fino a prova contraria ”

perchè:

se iniziassimo a scrivere su supposizioni,se iniziassimo a fare processi,blitz ecc su supposizioni sarebbe una guerra senza fine!

Rispondi