Avola:Forti dubbi sulla balneabilità del borgo marinaro di Avola da parte del dott.Giuseppe Busà.

Pubblichiamo asetticamente la nota pervenuta alla nostra redazione da parte del Coordinatore dei Centristi X l’Europa:dott.Giuseppe Busà.

OGGETTO: FORTI DUBBI SULLA BALNEABILITA’ DELLA SPIAGGIA DI MARE “VECCHIO”

Premesso che non sono uno  che va contro un’azione politica per partito preso, soprattutto quando c’è la possibilità di migliorare le condizioni economiche associate alla turisticità locale. Pur tuttavia, esclusivamente per motivi etici e di onestà intellettuale, mi preme esprimere un parere sulla fruizione della spiaggia adiacente in via Elsa Morante in merito al rapporto fra interessi localistici, a discapito della storicità e sicurezza della salute umana dei potenziali fruitori.

 Da mesi mi chiedo: “Con quali criteri  la spiaggia di mare vecchio è stata dichiarata fruibile e le acque di quella porzione di città sono state rese balneabili”? E ancora: “Sono state mai fatte – per capire l’entità di bonifica da espletare – delle analisi degli strati marini e/o sulla caratterizzazione degli inquinanti (D.l.g. 152/2006)”?

Da ciò che mi risulta, dopo una ricerca personale effettuata sul portale del ministero della Salute che indica le spiagge balneabili di tutta Italia,  (http://www.portaleacque.salute.gov.it/), è facile constatare che fra i lembi di spiaggia avolese  in cui sono stati effettuati dei campionamenti non c’è quello in oggetto. Sappiamo tutti, tra l’altro, che per decenni quella spiaggia e quel tratto di mare sono stati una discarica a cielo aperto. 

A mio modo di vedere, è come se nella zona industriale si spegnesse  uno stabilimento chimico e il giorno dopo nella stessa area nascesse una struttura ricettiva.

Sulla base di tali riflessioni, invito chi di competenza a prendere contezza dei contenuti del D.D.G. n.317 del 2016, in particolare l’art. 7, “i Sindaci dei Comuni interessati dovranno redigere un’apposita relazione che, nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 2, commi 5 e 7, del Decreto Interministeriale 30 marzo 2010 e nel rispetto degli obblighi comunitari, dia indicazione delle opere di risanamento previste ai fini della rimozione delle cause che hanno determinato la temporanea chiusura ai fini del recupero della balneabilità del tratto di mare e di costa interessati”. E in vista dell’imminente stagione estiva, invito, altresì,  l’amministrazione comunale a chiarire e/o a dimostrare con le analisi e non con le parole, che frequentare quella spiaggia e quel tratto di mare è sicuro per la salute dei turisti e dei pochi avolesi che la frequentano.

Infine, ma non per ultima come importanza, da amante della propria città, mi auguro che, al di là degli interventi migliorativi e/o denigratori della zona di cui sopra,  si tenesse rigorosamente conto dell’integrità del patrimonio storico-culturale: icona da preservare dall’assalto del turismo di massa e vero espediente di valore/i di un popolo che non deve e non può dimenticare le sue origini.

                                                                                                                                                                 Cordialmente: Dott. G. Busà

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