Siria:I curdi di Rojava abbandonati “umanamente” da ONG e Istituzioni mondiali!

Quando si parla e si scrive di ISIS,bisognerebbe andare a fondo e capire come vanno umanamente,politicamente e militarmente le cose in quella Siria di Rojava!

Rojava non è solo il nome di una città o esempio di combattimento contro l’ISIS,è molto di più!

Rojava è,e comprende,tutta la mappa che vedete nella figura in alto,si tratta della Siria del nord quella della città attaccate e distrutte da bombardamenti,città dove uomini,donne e ragazzi che provengono da tutto il mondo si sono uniti alla più grande confederazione democratica liberale che porta il nome di ” YPG “.

Vi chiederete perchè l’YPG e non altre,infatti,qui spiegheremo che lo scontro – forse quello per cui non si riesce a sconfiggere l’ISIS – va oltre allo scenario descritto fin’ora…

Il racconto che vi forniremo,è frutto di una intervista e testimonianza diretta di chi lotta con l’YPG.

In Siria del Nord,non c’è un fronte unito che combatte contro l’ISIS,anzi al contrario,bisogna stare attenti da che parte combattere e lottare,per quale ideologia e risultato finale da raggiungere,per questo a volte la paura di essere colpiti alle spalle non è soltanto del fronte ISIS,ma anche di altre organizzazioni o rivoluzionari.

Non tutti,infatti,sono d’accordo a liberare la Siria dal potere e dal capitalismo,e,proprio questo divide frontiere,razze,culture a discapito di un solo uomo o potere assoluto finale.

Non è una guerra di religione,anzi,qui si praticano tutte le religioni;la guerra e i combattimenti sono tra chi vuole portare avanti la politica di Assad e chi vuole uno Stato – la Siria – libero e democratico;a tal proposito ci sembra giusto evidenziare una dichiarazione del 10 aprile c.a. da Washington:

Da New York risponde Nikki Haley, ambasciatrice Usa all’Onu, e volto dell’aggressione statunitense: è a lei che Trump ha affidato la prima minaccia di attacco alla Siria. Alla Cnn, ieri, Haley ha paventato l’assenza di una soluzione pacifica fino a quando Assad resterà presidente. Un capovolgimento totale rispetto alle posizioni espresse due settimane fa, di apertura all’attuale presidente siriano: “Non c’è alcuna possibilità che una soluzione politica si realizzi con Assad alla testa del regime. Il cambiamento di regime è qualcosa che pensiamo avverrà”. (fonte Nena-News)

qui per leggere la storia di Bashar al Assad

La dichiarazione,di cui sopra,valorizza la tesi del nostro testimone secondo cui Assad vorrebbe creare un regime!

A questo punto la situazione sembra chiara,almeno dal punto di vista geografico – politico e delle guerre interne.

Ad aggravare la situazione interna,ci sembra chiaro,è un conflitto di potere e una mancanza di controllo da parte di chi,sia per dovere,scelta,etica,morale,rappresentanza internazionale,dovrebbe garantire l’arrivo di materiale umanitario a Rojava,parliamo delle ONG mondiali che da anni sono sul posto.

Viveri,indumenti,farmaci e generi di prima necessità non arrivano a destinazione,perchè i Pro-ASSAD – polizia compresa – confisca tutti i generi di aiuti che dovrebbero arrivare da parte di tutte le ONG presenti in queste zone,o meglio confisca e vieta che aiuti arrivino nelle città,regioni ecc dove a combattere ci sono quelli della YPG!

 Ma allora,le migliaia di notizie e immagini che sono state distribuite fino ad oggi – numeri inclusi – da dove arrivano?

QUALCOSA NON QUADRA!!

Cerchiamo di fare un pò d’ordine in base alle informazioni del nostro testimone….

Nella città di Rojava e in quelle controllate sia dall’ISIS che dal fronte PRO ASSAD,non è consentito l’ingresso di reporter stranieri e guai a mostrare tesserini o visti giornalistici,gli unici a potersi avvicinare sono giornalisti locali quasi sempre vicino al potere;nei carceri la situazione è peggio,in celle di 50 mq sono stipati 100 prigionieri che pur non maltrattati vengono sorvegliati nel cortile da combattenti dell’ISIS.

Rivediamo..sorvegliati da combattenti dell’ISIS!!

Immaginate la scena?

Ma la cosa più impressionante e che la polizia locale mette in carcere anche chi contribuisce a liberare il Paese o città dal’ISIS e forze straniere,anche se non ha commesso nulla,ovvero basta essere contro ASSAD!

A questo punto bisogna chiedersi:

Chi è contro l’ISIS veramente?

 

Rispondi